SHAWN RICE:
DAL TEXAS GIOCANDO
di John
Vorhaus
Dire che il texano Shawn Rice vede le cose diversamente dalla maggioranza della gente è un eufemismo di proporzioni epiche. Considerate, ad esempio, come è terminato il suo percorso di istruzione informale: “Ho dovuto lasciare il college,” dice, “perché avevo la sensazione che non giovasse al mio impegno al biliardo.” Di fatto, Shawn è arrivato al poker passando dal biliardo. “Gestivo una sala da biliardo per conto del [grande pokerista] Amarillo Slim. Poi ho cominciato a giocare ogni giorno con Slim. Anni di questo esercizio mi hanno permesso di affinare il gioco facendo di me un giocatore migliore.”
E un giocatore migliore lo è, di sicuro. In qualità di membro della Squadra UB on line, Shawn, che abita a Lubbock, porta ancora dentro di sé il miglior consiglio dispensatogli dal leggendario Amarilli Slim. “Se durante una partita non riesci a individuare il pollo, allora vuol dire che il pollo sei tu.” Non che di solito Shawn ricopra tale ruolo. “Credo di essere riuscito a creare l’immagine di un giocatore solido e compatto, e sono in grado di mettere una marcia in più quando serve.” La chiave del suo successo, stando a quanto lui stesso dice, è che “non ho paura di mettere in gioco le mie chip”. Infatti, “ho paura se non lo faccio.”
Per quanti stanno pensando di mettere in gioco le chip di tutta una vita, Rice ha qualche consiglio pratico. Primo, “non mollate il vostro lavoro. Trovatevi un professionista che ammirate e fatevi insegnare da lui.” A questo aggiunge: “Dovete avere un asso nella manica: dovete avere un’altra fonte di reddito. Il poker è fatto di sin troppi alti e bassi, ed è pieno di cose da imparare sul gioco, ad esempio come gestire i soldi o come imparare quando si è a un passo dalla bancarotta.” In sintesi: “Seguite la vostra passione. Finché resta una passione e non diventa un lavoro.”
Adesso Shawn ha una nuova passione: insegnare. “Ho visto molti buoni risultati da giocatori a cui ho fatto da mentore. Mi piace vederli sfondare.” Comunque, dovranno farne di strada per superare i record del maestro, compreso un secondo posto alla finale WSOP® del 2004 che gli ha portato in tasca la bella cifra di $213.000.
Chi vuole sfondare nei tornei che contano farebbe bene a seguire i consigli di Shawn: “La cosa più importante è essere ben riposati e pronti mentalmente per una lunga e dura battaglia. Il giorno precedente il torneo è tutto dedicato a prepararsi per il grande evento dell’indomani.” A Shawn piace inoltre viaggiare con un nutrito gruppo di fan al seguito. “Al WOSP, ad esempio, è utile avere gli amici o la tua famiglia con te, così il tempo libero lo passi bene.”
Per uno che fa del poker la sua fonte di guadagno, Shawn ha l’abilità di guardare oltre il gioco e di non perdere di vista le cose importanti della vita. “Amo la vita,” dice. “Mi piace stare con gli amici e la mia famiglia. Cerco sempre l’occasione per divertirci insieme, non so, un concerto o una gita. Si deve vivere come se si fosse in vacanza.”
Allo stesso tempo, Shawn la sa lunga sugli aspetti pratici del gioco. “Ci si deve perdonare se abbiamo giocato male. Se si sta perdendo un bel po’, non si devono cercare giustificazioni: si deve cercare in tutti i modi di capire come si può migliorare il gioco.” Quando gli si chiede qual è secondo lui l’abilità più importante a poker, risponde con le parole del suo amico e collega professionista Paul Wolfe: “Conoscere il proprio giocatore. Se si conosce bene il proprio giocatore, le decisioni da prendere sono molto più facili.”
Shawn vive a Lubbock, in una casa nuova che divide con il fratello e il cane. In questi giorni divide il suo tempo tra il poker e l’altra sua grande passione, collezionare memorabilia del rock. “Possiedo molti pezzi rari. Dovrei venderne molti, ma sembra che riesca solo a comprarli.” Le parole di un vero collezionista.
E sono anche le parole di un uomo che ha capito che, seduto o lontano dal tavolo da poker, “la vita è seguire i propri sogni e le proprie passioni.” Per quanto riguarda la vita da pokerista, “bisogna viverla da furbi. E avere delle regole fisse, come avere un’altra fonte di reddito perché la dura realtà è che riuscire a sopravvivere come pokerista professionista non è per niente facile.”
Ma per Shawn Rice sembra davvero facile. Ma cos’altro ci si potrebbe aspettare da uno che ha deciso che il biliardo era più importante della scuola?