MARK KROON:
SUA MADRE DEVE ANDARNE FIERA
di John
Vorhaus
Ci si deve proprio chiedere che cosa passasse per la testa a Mark Kroon il giorno in cui ha deciso di scegliere P0ker H0 come screen name. In fin dei conti, non è la scelta più politicamente corretta del mondo, né la più elegante. Comunque, è diventato uno dei più famosi, almeno tra i fan del poker elettronico, dove il nome P0ker H0 è diventato sinonimo di uno stile spaccatutto ai tornei che lascia a terra gli avversari meno fortunati a leccarsi le ferite.
E mentre ha fama di essere un selvaggio al tavolo da poker, lui dice che è la pazienza la vera chiave del successo al tavolo da gioco. "Anche se ho un gioco aggressivo, la pazienza è la cosa più importante all'Hold'em no limit. Si devono osservare gli altri giocatori e imparare da loro." E alla pazienza va aggiunta la determinazione: "Non si impara l'Hold'em no limit senza aver osservato migliaia di mani."
A Mark i colpi a poker vengono naturali. Domiciliato a Madison, nel Wisconsin, gioca a poker da quasi vent'anni in un localino del posto, il Players Sports Bar. Di fatto, è stato proprio in questo localino che Mark ha incontrato l'altro pokerista famoso di Madison, Phil Hellmuth, e mentre Phil si dedicava ad altre faccende, come ben sapete, Mark decideva che gli piaceva quel gioco che, nonostante si svolgesse in città, lo portava lontano con la mente. E gli piaceva così tanto che alla fine si è comprato il bar e da allora non l'ha più mollato. Se avete i nervi abbastanza saldi per farlo, potete farci un salto per giocare a poker elettronico, mentre tutto il bar vi guarda giocare su uno schermo al plasma da 52 pollici, fischiando il vostro gioco, potete scommetterci.
Con una personalità sconfinata conosciuta e amata in tutto il mondo del poker on line, Mark non manca mai gli eventi più importanti previsti dal calendario dei tornei come il World Series of Poker® e l'Aruba Ultimate Poker Classic. Come la stragrande maggioranza delle persone che vi sono state, Mark tesse le lodi dell'evento di Aruba. "Si potrebbe fare quel torneo in Alaska," dice, "e sarebbe sempre il miglior torneo di tutti. Siamo diventati una famiglia, ormai."
Può anche darsi, ma non c'è familgia che tenga: non aspettatevi infatti di vedere il signor Kroon andarci giù piano con gli altri. Per lui l'aggressività è il punto di forza del suo gioco. "Dimostrandomi aggressivo," racconta, "riesco a controllare la situazione al tavolo da gioco." Uomo profondamente onesto con sé stesso, Mark non si tira indietro quando deve parlare delle sue debolezze. "Vado in tilt facilmente," ammette. "Quando mi capita un bad beat, il resto del mio gioco non è mai all'altezza delle mie possibilità."
Quando non gioca a poker, Mark si dedica al bowling, al softball e, soprattutto, al golf. "Mi piace il golf. Stacco da tutto e lascio libera la mente." Libera, potete starne certi, di pensare al prossimo torneo e ai suoi piani di attacco che descrive così: "Sedersi e osservare i giocatori al tavolo, prendendo nota dell'immagine che si state dando di noi stessi. Sedersi, rilassarsi, e diverstirsi."
Questo è Mark Kroon, in poche parole: si siede, si rilassa, si diverte, e poi balza alla gola dell'avversario scattando con aggressività esacerbata verso il circolo dei vincitori. Cercatelo e vedrete come riscalda l'atmosfera ogni qualvolta si avvicina il momento di mettere le mani sul gruzzolo. Mark dice che gli piace "giocare sul serio perché non c'è altro scopo in un torneo quando si riescono ad accumulare così tante chip." E accumulare chip è una cosa che a questa forza del poker (con cui si devono sempre fare i conti) riesce particolarmente bene. E nel caso ve lo stiate chiedendo, ebbene sì, sua madre è fiera dei suoi successi. È facile trovarla ai tornei, a sudare per il figlio indossando la sua maglietta preferita, quella con la scritta "Mama H0".